Impatto ambientale

Dal 1989, in Europa, non si producono più bombolette aerosol contenenti CFC (dannoso per l'ozono stratosferico). Tale iniziativa discende dal Protocollo di Montreal del 1987. Maggiori approfondimenti sull'argomento sono contenuti nel documento allegato. Attualmente, nei prodotti per i quali viene richiesta, per legge o per necessità tecnologiche, la totale “non infiammabilità”, viene consentito l'utilizzo dell'HFC 134a, unico propellente non infiammabile compatibile con le esigenze tecnologiche dell’aerosol e non dannoso per l’ozono stratosferico. In tutti gli altri prodotti aerosol viene, di norma, utilizzato del GPL appositamente purificato. In alcuni casi viene impiegato dimetiletere, o biossido di carbonio o protossido d'azoto.

Le bombolette aerosol sono solitamente realizzate in acciaio o alluminio (in alcuni casi di vetro o, più raramente, di materiale plastico). Una volta utilizzate possono essere facilmente riciclate in base al tipo di materiale. In Italia è infatti operativo il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), per il riciclaggio dei contenitori e degli imballaggi, a cui sono iscritte anche le aziende di AIA produttrici di bombole.

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